tragedia

incendi in russia

di certo anche questi tipi sono abbastanza incoscienti...

le case abruzzesi

mentre il premier e il suo ciambellano sono in tv ad osannarsi, leggo con grande tristezza e grande rabbia il blog di anna (aka miss kappa), una comunista mangiabambini che nel terremoto del 6 aprile ha perso tutto. ho scritto 'comunista' perché lei lo è davvero e per questo lei è stata spesso attaccata nei commenti ai suoi post, molti l'hanno accusata di voler sputtanare a tutti i costi il premier e la protezione civile, è ideologicamente di parte quindi nn attendibile... ora, io mi domando: ma una povera crista che ha perso tutto e che vive in una roulotte, ma come si fa a pensare che abbia tanta voglia di fare polemica politica? forse sta davvero di merda, no? forse quello che racconta è vero? oppure è più affidabile un leccaculo come vespa?

in ogni caso riporto qualche stralcio preso qua e là dai suoi post, leggeteli che sono molto istruttivi...

http://miskappa.blogspot.com/2009/09/berlusconi-ad-onna.html
[...] Mi accolgono le macerie di Onna che vedo, dal vivo, per la prima volta. Una curva, si apre davanti a me lo scenario delle casette mobili. Villaggetto colorato, fiori alle finestre. Il prato solo davanti ad una casa, quella che servirà per il set. Le altre hanno terra battuta coperta di paglia. Mi avvicino, apro una porta e varco l'uscio. Vedo un'abitazione che mi fa pensare ad una roulotte, ma decorosa e vivibilissima. Mi guardo intorno in cerca di cittadini. Nulla. [...] Dentro. Auto blu, sirene. Arriva Bruno Vespa. A seguire il presidente. Qualche cittadino arriva alla spicciolata. Mai avevo visto Berlusconi dal vivo. Fa impressione: una statua di madame Tussauds è molto più espressiva e mobile. Suda. Entra nell'unica casina col prato davanti. Mi rendo conto di essere invisibile. Ma voglio parlargli. Aggiro la casetta per raggiungere un'altra entrata. Improvvisamente un gruppo di signore, mai viste alle riunioni dei comitati, srotola uno lenzuolo, debitamente conservato in borsa. A seguire un altro. Recitano quello che vedete nelle foto. Il presidente esce dalla casina ed urlo con tutta la voce che ho, lui è lì a due passi, "presidente, venga a parlare con i cittadini", "presidente venga a sentire le nostre istanze". Subito un nugolo di poliziotti mi oscura, ma ora urlano anche le altre, "presidente, esistiamo anche noi, non solo i cittadini di Onna, questo non è un teatro, 5.000 sfollati chiedono di rimanere sulla propria terra". Lui suda e si allontana verso l'asilo. [...] Sento degli applausi, voglio vedere chi applaude, se è Aquilano. Cerco mani che battono e non le trovo. Ma gli applausi ci sono, escono da un altoparlante. Come in una sit com. [...] Noto che l'ottanta per cento dei presenti era gente di fuori, in divisa. Ma noi, stavolta, ci siamo fatti sentire. Incredibile, ci sono riuscite le donne delle nostre frazioni. Le massaie, mamme di famiglia. Qualcosa si sta muovendo. Non so cosa si riuscirà a vedere in televisione della nostra protesta. Probabilmente poco o nulla. Ma c'è stata. [...]

http://miskappa.blogspot.com/2009/09/parlano-gli-aquilani.html
Pare che il mio dichiararmi comunista attiri gli strali di quanti affermano che la mia analisi dei fatti non è obiettiva.Non mi meraviglio che ciò accada, in un Paese dove anche i vescovi vengono accusati di essere comunisti. Si tende a stigmatizzare tutto ciò che è fuori dal pensiero unico. [...] Detto ciò, vi illustro il video di Alberto Puliafito. Parlano le persone di qui, non quelli che guardano la televisione da lontano e sentenziano senza sapere. E parlano di C.A.S.E. e M.A.P. Le prime sono la new town voluta fortemente da Berlusconi e Bertolaso, case di legno montate su piattaforme antisismiche sovradimensionate, che potrebbero reggere i viadotti di un'autostrada, e che ci costano come case vere, ben 2.400 euro al metro quadro. Case dove non ci sarà concesso neanche di portare un asciugamani. Sono infatti completamente arredate e corredate. Appalti su appalti, anche per gli strofinacci di cucina.Le seconde sono le case mobili, quelle rimovibili, quelle che moltissimi di noi auspicavano come abitazioni provvisorie, in attesa di tornare nelle nostre, quelle vere. Lascio la parola alla mia gente. Prima, però, voglio presentarvi un'Aquilana, Enza Blundo, e riportarvi la sua testimonianza, lasciata in un commento su questo blog. [...] Ha aperto un blog di informazione per noi terremotati (http://www.cittadinixcittadini.blogspot.com/). E' donna concreta ed attiva. Non obnubilata dall'ideologia, come alcuni dicono di me. “Anna io condivido il tuo sogno e, per realizzarlo, ho anche messo su un blog informativo di tutte le iniziative fatte dalla conferenza dei comitati sin da maggio, consapevoli di questo fallimento del piano C.A.S.E.e del suo eccessivo costo. Basti pensare che le spese sostenute per l’assistenza ai cittadini negli alberghi e nelle tende, da maggio a settembre, sono state di circa 308 milioni di euro e che, a parità di spesa, potevano essere allestiti circa 6.200.MAP per 21.000 cittadini insediabili, con un utilizzo temporaneo di terreno di 860.000.mq, oppure circa 3.200 moduli removibili, per 12.000 cittadini insediabili, con un utilizzo temporaneo di terreno di 519.000.mq. Ciò avrebbe permesso a fine settembre il rientro di un totale di 21.000 cittadini e, con una maggiore attenzione alle opportunità di lavoro, annessa ad un eventuale salario sociale per i più bisognosi, si sarebbe favorita anche la ripresa economica. Io avevo paventato l'aumento del piano C.A.S.E. e per questo avevo chiesto di non dare quella preferenza agli alloggi C.A.S.E., ed ora invece ,nonostante siamo stati 5000 ad allegare lettere di non preferenza, e nonostante la pubblicazione dell'articolo sul censimento che qualcuno ha già riportato sul tuo blog, hanno deciso di ampliarlo. Il sogno non si spegne e con la speranza di unirci tutti noi Aquilani, per rinforzare e raddrizzare la nostra amministrazione locale, che secondo me ha prestato il fianco a tutta questa speculazione,ho inserito un sondaggio per far andare avanti il documento della partecipazione della conferenza dei comitati. Però gli Aquilani che ci seguono e che possono seguirci sulla rete,come sai, sono pochi. Comunque, come ha scritto Francesca Fabris, per noi la Speranza è l'ultima a morire. E noi continuiamo a sperare.”

ora guardate questo video, no con occhi politici o polemici, immaginiamoci noi, lì, con la casa distrutta, con gli affetti sotto le macerie...

che tragedia

 

solidarietà agli amici viareggini.

per non dimenticare...

...perché tutto è già stato dimenticato troppo in fretta... perché la gente sta male... g8 o no... tratto dal blog di miss kappa: http://miskappa.blogspot.com/2009/05/il-racconto.html

Le scosse si susseguivano da mesi. Tante. Troppe perchè il sistema nervoso non ne risentisse. Le ultime di quella notte, era la domenica delle palme, erano state forti. Mia madre e mia sorella erano sul letto matrimoniale, mio marito ed io avremmo dormito sui divani, in salotto. Nessuno di noi era nella propria casa. La paura ci aveva fatto scegliere un'abitazione messa a disposizione da amici. Non potevamo sapere che ci saremmo trovati sul cratere. Il pian terreno ci dava la sicurezza di una via di fuga, sulla piazzola antistante. Le nostre case, nel centro cittadino, avevano scale alte, difficili da percorrere in caso di terremoto. E vicoli stretti. Mia madre e mia sorella erano agitatissime, io le rassicuravo e le calmavo con gocce di Valium. Facevo progetti per la Pasqua, per distrarci.Pensavo di andare fuori. Via dal terremoto. Intorno alle due le lasciai nella loro camera e raggiunsi mio marito in salotto. Ero stranamente tranquilla. Non avevo paura. Il sonno mi vinse mentre pensavo che, all'indomani, avrei dovuto comprare le uova di cioccolata e le colombe per i regalini di rito. E portare avanti il mio lavoro che era frenetico in quei giorni. Dovevo ricordare di comprare quella bottiglia di rhum che piace tanto a Peppe. E volevo fare delle lasagne da congelare. Le lasagne a Pasqua sono un rito per noi. Le avrei portate con me. Ovunque saremmo andati. Dormivo. Lo scoppio del televisore caduto mi sveglia. Buio. Mio marito è a terra, accanto a me. E mi stringe. Il mondo trema intorno. E non si ferma. Rumore di cocci e vetri infranti. E di muri che cadono. Non penso al sisma. Non potevo immaginare che ne esistesse uno di quella intensità. Penso alla terra che si spacca e mi risucchia. Penso alla fine del mondo. Mia madre e mia sorella nell'altra stanza. Urlando, invoco i loro nomi. Nessuna risposta. Urlo e urlo, ma non possiamo muoverci. La violenza della scossa ce lo impedisce. La terra si ferma. Urlo, con i piedi nudi feriti dai vetri rotti. Ci avviciniamo alla porta d'ingresso. Non si apre. Invoco mia madre. Sento la sua voce flebile che mi dice "Anna, siamo vive" Mio marito mi catapulta dalla finestra e mi urla di allontanarmi. I miei occhi vedono solo nebbia bianca. Pesante.Puzza di gas e di polvere. Sono sola sulla piazzola quando vedo una casa implodere davanti a me. Poi un'altra. Arrivano le prime persone. Mute. Urlo di aiutarci: "c'è una persona anziana fra le macerie". Vorrei morire. Piango disperata.Una donna esce da una finestra. Sanguina abbondantemente. La stringo a me. E piangiamo. La terra trema ancora, spaventosamente. Vedo la casa dove sono i miei affetti, le persone che amo di più al mondo, aprirsi in un angolo. L'imbotto di una finestra cade. Urlo "dove siete?" E la terra continua a tremare. Cado. Mi rialzano. Sono disperata. Vedo uscire mio marito che trascina mia madre avvolta in una coperta. Mia sorella segue sconvolta. In quel momento ho pensato che avevo tutto quello che volevo. Eravamo salvi. L'auto era intatta. Saliamo e , lentamente, ci allontaniamo verso uno spiazzo aperto. Non una parola. Buio pesto. E silenzio. Tremiamo senza riuscire a fermarci, mentre chiamiamo i parenti e gli amici al telefono. Siamo vivi. Accendiamo la radio: canzonette, e le voci suadenti dei conduttori notturni. L'alba arriva con i suoni incessanti delle ambulanze e apre davanti a noi lo scenario di una realtà devastata. Il giornale radio parla di sisma disastroso. La mia seconda vita ha inizio.

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