idv

nuova giunta regionale toscana

UPDATE: leggo da più fonti che, in realtà, Daniela Scaramuccia sarebbe classificata come 'tecnico' e non come idv; indipendentemente dalla provenienza, resta valida la considerazione finale.

comincia la spartizione delle poltrone per la nuova giunta toscana, l'idv reclama la sanità... a quell'assessorato è arrivata

"[...] Daniela Scaramuccia, è il nome a sorpresa che guiderà l'assessorato alla sanità. Ha 37 anni, è laureata in Ingegneria nucleare e lavorava come manager per Mckinsey, grande società di consulenza per le aziende.[...]"

l'idv si è presa (anche?) l'assessorato all'urbanistica e quello alla cultura turismo commercio politiche internazionali, dove è stata nominata tale Cristina Scaletti, ex candidata al parlamento europeo che ha questo curriculum:

[...]laureata in medicina, con dottorato di ricerca in immunologia clinica e specializzazione in immunologia e allergologia, sempre con il massimo dei voti e lode. [...] Vincendo il concorso come ricercatrice presso l'Università di Firenze ho consolidato la mia posizione lavorativa all'interno di una struttura all'interno della quale già lavoravo da molti anni come borsista, specializzanda e dottoranda. La ricerca medica è stato l'approdo naturale del mio carattere curioso e metodico con il principale obiettivo di rendere migliore la vita degli altri. D'altra parte anche la grande umanità e riconoscenza che i pazienti mi hanno sempre mostrato con affetto mi ha ripagato degli enormi sacrifici che il mestiere di medico richiede a chi lo svolge con completa dedizione. Nella campo della ricerca scientifica ho raggiunto notevoli risultati apprezzati dalla comunità internazionale soprattutto nello studio di malattie quali la sclerodermia ed altre malattie autoimmuni. Vasta eco scientifica hanno avuto inoltre i miei pionieristici studi sul microchimerismo (cioè la reciproca trasmigrazione di cellule, anche staminali, dal feto alla madre e viceversa durante la gestazione) quale causa di alcune malattie autoimmuni e possibile coinvolgimento in eventi tumorali. I miei numerosi lavori sono stati pubblicati da prestigiose riviste scientifiche ed ho avuto modo di presentarli ai congressi internazionali. La scoperta di un problema di salute di mia figlia affetta da una sindrome rara al sistema cardiocircolatorio mi ha costretta ad allontanarmi momentaneamente dalla ricerca e mi resa totalmente consapevole delle enormi carenze, difficoltà ed ingiustizie che è costretto a subire chi è malauguratamente vittima di una malattia rara.[...]

ora dico: perché non piazzare un medico all'assessorato alla sanità? forse perché, in una sanità che 'mira al soldo', si ritiene migliore una persona con esperienza nel campo economico? chissà cosa ne penserebbe gino strada...

Di Pietro,pensare impeachment Napolitano... non ci siamo

grazie di pietro, così il centro destra ora potrà spostare l'attenzione su di te e le tue cazzate parole, nascondendo ancora di più il troiaio che hanno fatto.

Di Pietro,pensare impeachment Napolitano - Se vero che avrebbe partecipato a stesura legge salva Pdl [ansa]

campagna elettorale dell'opposizione

il fatto che la maggioranza voglia impostare una campagna elettorale a senso unico dovrebbe spingere l'opposizione a 'farsi vedere' in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi... ehm, volantinaggio, passaparola, presenza nel territorio, internet con i blog, facebook, video virali su youtube... loro hanno le televisioni, l'unico modo per combattere (anche se non sono armi pari...) e scendere dal piedistallo e tornare qua tra gli umani... purché si abbia qualcosa da dire.

coerenza...

...o puro e semplice opportunismo? è una mossa azzeccata l'aver rinunciato ad un valore appoggiando un candidato come de luca? non c'era proprio nessun altro...???

tratto da http://antefatto.ilcannocchiale.it/2010/02/09/delitti_a_fin_di_bene.html

Nel "processo breve" a se stesso celebrato da Enzo De Luca al congresso Idv, mancavano la pubblica accusa e un’informazione decente che conoscesse le carte. C’era solo l’imputato, che infatti si è assolto fra gli applausi, raccontando al popolo dipietrista quel che aveva già fatto credere al suo partito, il Pd. E cioè che è stato rinviato a giudizio due volte per truffa allo Stato, associazione a delinquere, concussione e falso per un’opera buona: aver consentito agli ex lavoratori dell’Ideal Standard di continuare a godere della cassintegrazione.

Naturalmente è una superballa. Quei lavoratori sono disoccupati. Che cosa è successo davvero? Non si tratta delle accuse di un pm impazzito (
Gabriella Nuzzi, cacciata da Salerno dopo aver osato indagare su De Luca e sulla fogna politico-giudiziaria di Catanzaro, vedi caso De Magistris). Si tratta delle ordinanze di rinvio a giudizio firmate da due gup, due giudici terzi. Lo stabilimento altamente produttivo dell’Ideal Standard di Salerno fu chiuso, i dipendenti finirono in mobilità, i suoli industriali che valevano miliardi vennero ceduti a prezzi irrisori a un gruppo di speculatori-immobiliaristi dell’Emilia Romagna (terra cara all’allora ministro dell’Industria, Pier Luigi Bersani).

Questi scesero a Salerno, finanziati da banche emiliane e venete e da una finanziaria di San Marino, per realizzare un’operazione irrealizzabile, fittizia – il parco marino
Sea Park – e così strappare indebitamente la cassintegrazione e incamerare sontuosi finanziamenti pubblici. Uno dei beneficiari dell’operazione – come han ricostruito i giudici – fu il costruttore Vincenzo Grieco, amico di De Luca e proprietario dei terreni sulla litoranea orientale, destinata al Sea Park da un’apposita variante urbanistica illegittima che trasformò i suoli da agricoli in turistici.

I modenesi della
Sea Park avrebbero versato a Grieco fondi neri per 29 miliardi di lire e promesso al comune di Salerno di versarne altri 22 di oneri concessori non dovuti, con garanzia fideiussoria. I 29 miliardi sarebbero finiti sui conti della famiglia di Grieco e da questo prelevati in contanti per distribuirli un po’ in giro. Il gruppo Sea Park fu poi costretto a sputare altri 6 miliardi extra-bilancio, con assegni bancari girati per l’incasso a un collaboratore di Grieco, che li parcheggiò su un conto Unicredit per essere poi prelevati in contanti o girati su conti della famiglia Grieco.

Nonostante il salasso, la
Sea Park non riuscì a ottenere la proprietà dei terreni di Grieco, che, oltre a tutti i soldi incamerati, seguita pure a lucrare sull’aumento della rendita fondiaria dei terreni, gentile omaggio della giunta De Luca. Intanto il gruppo emiliano, spolpato dai salernitani, è ridotto sul lastrico. Gli subentra un consorzio di società immobiliari e del ramo rifiuti capitanato da un faccendiere bresciano pregiudicato, Angelo Tiefenthaler.

De Luca appoggia anche lui per un fantomatico programma di "riconversione industriale", utilissimo per ottenere indebitamente le indennità di mobilità e cassa straordinaria per gli ex lavoratori
Ideal Standard. Al posto del parco marino, si dice, nascerà un centro turistico-commerciale e, al posto dell’Ideal Standard, un bell’inceneritore. Invece spunta una centrale termoelettrica, opera della multinazionale svizzera Egl e gemella di quella di Sparanise (raccontata dal Fatto a proposito delle liaisons fra finanza rossa emiliana e clan Cosentino).

Per queste vicende la pm Nuzzi aveva chiesto al gip l’arresto di De Luca e al Parlamento l’autorizzazione a usare certe sue intercettazioni indirette. Richieste respinte. Il gip distrusse addirittura le bobine gettandole nell’inceneritore, anziché attendere la decisione della Consulta (che di lì a poco ne decretò la piena utilizzabilità); subito dopo il fratello del gip,
Luca Sgroia, diventò segretario dei Ds di Eboli e aprì la campagna elettorale per De Luca sindaco di Salerno. E ora chi ha stomaco forte lo elegga pure governatore della Campania.

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